Chiara

01.11.2020

Oggi è un giorno di luce, luce dei nostri cari che portiamo nel cuore. Ho scritto questo racconto qualche tempo fa, e forse, proprio oggi è il momento di consegnarlo alla vostra lettura. Spero vi provochi la stessa emozione che ho provato io nello scrivere di questa bambina, che non è esistita se non nella mia mente, ma che sicuramente vive fra le stelle...

Mi chiamo Chiara. Sono una bambina speciale. Sono nata con la fibrosi cistica e ho difficoltà a respirare. A volte i miei polmoni si riempiono di muco denso come il gel per i capelli. Ma dopo, quando riesco a liberarmi, in una lotta corpo a corpo, corro a ridere, con i miei compagni di corsia, nel salone dei giochi. Qui c'è sempre la magia del dottor Mirtillo. Sorridente ci prende per mano e ci porta nel mondo delle Bolle di Sapone. Io non posso soffiare nella cannuccia argentata, ma lui crea una bolla fantastica, grande più di me. 

Oggi la mamma mi ha vestita con una gonnellina a più strati. Ho le scarpette Lally Kelly e un cerchietto con le stelline. Quando sono arrivata in corsia il dottor Mirtillo, ha fatto una piroetta e un inchino, mentre dalla sua mano spuntava un fiore. Un fiore per la più bella principessa della corsia. Così ha detto. Ho provato una sensazione simile alla mia malattia, ma più bella, non cattiva. Per un attimo non ho respirato, ma solo per l'emozione, non per la malattia. E le mie guance si sono colorate di rosa. Il dottor Mirtillo mi ha fatto addirittura il baciamano e mi ha regalato una stella. Io questa stella la tengo sotto il cuscino perché se non respiro posso pensare al naso rosso del dottor Mirtillo, e, aggrappandomi a lei, volare in alto fra le altre stelle. Io le sento vicine. Tutti i miei amici di corsia sono diventati stelle nel tempo. Parlo con loro tutte le sere. Loro mi sorridono e dicono che lassù mi stanno aspettando. Certo sarò una bella stella. Luminosa e intermittente perché da lassù avrò sempre voglia di ridere col dottor Mirtillo. 

Oggi è un altro giorno. Non posso andare nel salone dei giochi. Mi hanno intubata e mi sento sola. C'è la mamma che mi tiene la mano, ma lei è sempre triste, e le scivola una lacrima. Mi sistema i capelli con i ricci ribelli, mi profuma di borotalco. Mi fa tanta tenerezza e le regalo un sorriso, ma lei non smette di piangere. Per fortuna arriva il dottor Mirtillo, che facendo lampeggiare il suo naso paonazzo, mi fa sorridere di gusto. Si perché ridere da bambina oggi mi è proibito. Il muco mi occlude la gola. Meglio non irritarlo. Il dottor Mirtillo fa le boccacce e tira fuori dalla sua manica un mazzo di fiori colorati. Si siede sul letto e mi prende la mano. Io ho difficoltà a respirare. Comincio a sudare e sentire freddo. Il dottor Mirtillo mi fa una carezza, e sopra il naso rosso, vedo i suoi occhi addolorati. Però con un sorriso mi apre la mano e poggia una stellina minuscola e lampeggiante. È la stellina del viaggio, sussurra, ti aiuterà a trovare la strada. Io quasi non respiro ma guardo la stellina intensamente. Più non respiro, più mi concentro sulla sua luce. Ma mentre volo lontano porto con me il sorriso dolce di mia mamma e il riso allegro del dottor Mirtillo. Un bagaglio di amore e felicità che stringerò forte lassù fra le stelle...

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